Studio medico endocrinologia Roma

FATTORI NEGATIVI DELL'IPERINSULINISMO COME CAUSA DI MALATTIE CRONICHE E CARCINOMA DELLA MAMMELLA (Franco Berrino)

Diversi fattori influenzano la risposta glicemica: il tipo di zucchero contenuto negli alimenti, la natura e la forma dell'amido, i metodi di preparazione, conservazione e cottura degli alimenti, la presenza di altri nutrienti presenti, la forma fisica e il contenuto in fibre. Le conseguenze di questa mancata analisi dell'alimento sono l'iperglicemia e l'eventuale eccessiva risposta insulinemica entrambe, comunque, rivestono un ruolo determinante nell'insorgenza di malattie croniche e di tumori.
Da studi effettuati su un cospicuo numero di donne si è osservato un aumentato rischio di sviluppare il tumore della mammella per una dieta ad alto indice glicemico, ma non ad alto carico glicemico, suggerendo una maggiore importanza della qualità dei carboidrati rispetto alla quantità che comunque può essere concausa nel momento in cui favorisce l'obesità.
Si ipotizza che lo squilibrio metabolico causato dalla nostra dieta troppo ricca di carboidrati raffinati e grassi saturi, associata ad una ridotta attività fisica, determinano un aumento di livelli di insulina nel sangue, che a sua volta fa aumentare la produzione di ormoni sessuali e di altri fattori di crescita che favoriscono sia la formazione sia la progressione dei tumori della mammella.
Dal 1996 l'Istituto Nazione dei Tumori di Milano ha iniziato una serie di esperimenti (progetto DIANA) per ridurre gli alti livelli di ormoni sessuali che caratterizzano le donne ad alto rischio di sviluppare un tumore mammario. Si tratta sia di ormoni di tipo maschile (androgeni), sia di ormoni femminili (estrogeni). Gli ormoni sessuali sono prodotti dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali, la loro azione è moderata da una proteina prodotta dal fegato, la SHBG. Quanto più è alto il livello di SHBG tanto più è basso il livello di tumore mammario. La produzione di SHBG è regolata soprattutto dall'insulina, quanto più insulina c'è nel sangue tanto meno SHBG viene prodotta dal fegato. Per evitare confusione si tralascia l'azione aggravante che l'insulina ha agendo direttamente sull'ovaio, aumentando gli endrogeni.
Il nome DIANA nel progetto dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sta appunto per "dieta e androgeni", perchè intende ridurre i livelli di andorgeni con la dieta. 
Modificando la dieta, infatti, e privilegiando gli alimenti integrali rispetto agli zuccheri e alle farine raffinate ed ai grassi, è possibile ridurre i livelli di insulina e quindi l'incidenza di tumori mammari e di recidiva degli stessi. (DIANA-5)
(Franco Berrino)

 

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